Moonrise Hernandez

Le foto dei Maestri
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Carlo Riggi
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Moonrise Hernandez

Messaggio da Carlo Riggi » dom ago 11, 2019 11:23 am

È risaputo che io non abbia una grande passione per Ansel Adams. Lo stimo ma non lo amo, per dir così.
La sua foto più famosa, "Moonrise Hernandez" è stata stampata in 1150 copie e quelle stampe hanno oggi un enorme valore collezionistico.
Io, pur affascinato da quella immagine, fatico a tutt'oggi a comprenderne appieno il valore.
Chiedo a voi: cosa fa sì che questa fotografia sia una delle più famose di tutta la storia della nostra arte? Sono molto curioso dei vostri pareri.

Ansel Adams "Moonrise Hernandez" - New Mexico, 1944
714549-1.jpg
714549-1.jpg (96.67 KiB) Visto 217 volte
Ciao
Carlo

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MarcoBiancardi
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Re: Moonrise Hernandez

Messaggio da MarcoBiancardi » dom ago 11, 2019 12:47 pm

Anche a me non dice molto.
Ansel Adams è stato secondo me anzitutto un grande tecnico e chimico della fotografia, un maestro nello studio ed utilizzo del sistema zonale, plasmando secondo i suoi desideri espressivi e la sua "previsualizzazione" della scena sia il negativo che la stampa positiva, attraverso la combinanazione di esposizione e sviluppo dei singoli fotogrammi.
Non un topo di biblioteca ma di camera oscura. Senz'altro un artista e un artigiano della tecnica fotografica del bianco e nero, più che del linguaggio fotografico.
Mi sarei fatto stampare una stampa da lui, più che comprarne una delle sue ;)

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Carlo Riggi
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Re: Moonrise Hernandez

Messaggio da Carlo Riggi » dom ago 11, 2019 1:05 pm

Urca Marco, sei assai più riduttivo di me su AA. :)
Ma possibile che una foto abbia assunto un tale ruolo di icona solo per la sua valenza tecnica?
Ciao
Carlo

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Maucas
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Re: Moonrise Hernandez

Messaggio da Maucas » mar ago 13, 2019 12:52 pm

Forse è diventata così famosa perché rappresenta la soluzione,con esposizione e sviluppo mirati,delle quasi impossibili condizioni di luce tramite la tecnica del SZ messo a punto da lui. Il manifesto del sistema zonale praticamente...(?)
Anche se esistono,di questa foto,di almeno due versioni molto diverse tra loro in termini di esposizione-sviluppo,mi pare di ricordare.
Maurizio Cassese

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Carlo Riggi
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Re: Moonrise Hernandez

Messaggio da Carlo Riggi » mar ago 13, 2019 1:39 pm

Anche tu, quindi, propendi per la motivazione tecnica. Un valore, per dir così, artigianale, più che artistico.
Ciao
Carlo

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Maucas
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Re: Moonrise Hernandez

Messaggio da Maucas » mar ago 13, 2019 2:09 pm

Si,credo che poi alla fine oltre alle particolari condizioni di luce non vi sia altro che possa giustificarne la fama. O almeno io non vedo altro... :lol:
Maurizio Cassese

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Carlo Riggi
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Re: Moonrise Hernandez

Messaggio da Carlo Riggi » mar ago 13, 2019 2:21 pm

Penso che il buon AA, inviperito, verrà nottetempo a pizzicarci i piedi a tutti noi del CEF. :mrgreen:

Aspetto ancora, tuttavia, qualcuno che mi dica che questa foto è una perfetta allegoria della condizione umana. Le casette, il cimitero, i campi, le montagne, quello che sembra il nostro universo, ciò per cui viviamo e moriamo si confronta con l'immensità del cielo notturno, di fronte a cui pure la luna, il nostro faro, l'astro a cui siamo devoti, caricato da secoli di significati mistici e poetici, si disperde, risulta un puntino qualunque di fronte all'infinità, per noi oscura e impenetrabile, del cosmo.
Ciao
Carlo

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Re: Moonrise Hernandez

Messaggio da Andrea Podesta' » mar ago 20, 2019 4:24 pm

Carlo Riggi ha scritto:
mar ago 13, 2019 2:21 pm
Penso che il buon AA, inviperito, verrà nottetempo a pizzicarci i piedi a tutti noi del CEF. :mrgreen:

Aspetto ancora, tuttavia, qualcuno che mi dica che questa foto è una perfetta allegoria della condizione umana. Le casette, il cimitero, i campi, le montagne, quello che sembra il nostro universo, ciò per cui viviamo e moriamo si confronta con l'immensità del cielo notturno, di fronte a cui pure la luna, il nostro faro, l'astro a cui siamo devoti, caricato da secoli di significati mistici e poetici, si disperde, risulta un puntino qualunque di fronte all'infinità, per noi oscura e impenetrabile, del cosmo.

... penso proprio che Ansel Adams provasse tutto questo nella ripresa di questa specifica fotografia e che si ponesse sempre il problema di non svilire tutti gli stimoli che gli infiniti particolari potevano rappresentere per una corretta e più ampia lettura di cio' che osservando, gli pareva di vedere/sentire.
I paesaggi che amava preferibilmente ritrarre avevano tutti un che di grandioso, sia nella ripetitività degli elementi, (penso alle sterminate superfici di terre corrose) , sia nella teatralità delle quinte dei parchi americani;
Si, la Tecnica al servizio di un linguaggio articolato, che non cerca necessariamente il/i significati in due mattoni sovrapposti, ma si interroga su una visione (a volte, spesso, spaventevole .. ) di moltissimi mattoni , non necessariamente articolati in una costruzione che appaia, un poco piu' classica ai nostri occhi.

Trovare armonia al di fuori dell'uomo, potrebbe sembrare il passo indietro necessario ad equilibrare un cammino potenzialmente deviato;

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